La Ballata di Brecht

La Ballata di Brecht attraversa la scrittura e il pensiero teatrale di Bertolt Brecht senza trasformarli in materia celebrativa. Il progetto, ideato, scritto e diretto da Sebastiano Mancuso, cerca nel drammaturgo tedesco una voce ancora capace di interrogare il presente: una voce che mette in crisi le certezze, espone le contraddizioni sociali e chiede allo spettatore di non rinunciare al proprio sguardo critico.

Locandina dello spettacolo La Ballata di Brecht, drammaturgia e regia di Sebastiano Mancuso

Il progetto

La drammaturgia compone un percorso fra il lato politico, comico e più intimo dell’opera brechtiana. Al centro non c’è un ritratto biografico, ma il movimento di un pensiero: il rapporto con il dogma, la critica di una borghesia affidata all’apparenza, il dubbio come strumento di conoscenza e la responsabilità dell’individuo davanti ai meccanismi del potere.

Il titolo suggerisce una forma aperta, fatta di parola, azione e ritmo. La ballata permette alla scena di procedere per quadri, accostando toni diversi e mantenendo vivo il rapporto fra racconto e osservazione. L’ironia non addolcisce il conflitto: lo rende più netto, smonta le convenzioni e lascia emergere ciò che l’abitudine tende a nascondere.

Lo spazio e lo spettatore

Le note di regia richiamano l’idea di un teatro capace di ridurre la distanza tra attori e pubblico. Lo spazio scenico non viene pensato come un luogo separato e protetto, ma come un campo condiviso nel quale lo spettatore è invitato a partecipare con consapevolezza, mantenendo attiva la propria facoltà di giudizio.

È qui che il lavoro incontra uno dei nuclei più vitali della ricerca di Brecht: il teatro non come macchina dell’illusione, ma come esercizio dello sguardo. La scena mostra i propri meccanismi, crea prossimità e, nello stesso tempo, conserva la distanza necessaria per riflettere su ciò che accade.

Drammaturgia, regia e interpreti

Ideazione, drammaturgia e regia sono di Sebastiano Mancuso. Il dossier dello spettacolo indica come interpreti Loriana Rosto, Antonella Scornavacca ed Elmo Ler. La produzione nasce nel percorso di Absinthe Teatro ed è costruita in atto unico, con una durata di circa sessanta minuti.

Materiali d’archivio

L’archivio conserva il dossier di presentazione e tecnico, le note di regia e una documentazione fotografica della messinscena. Le immagini mostrano un lavoro affidato alla presenza degli attori, alla parola e a un impianto scenico essenziale, nel quale musica e gesto contribuiscono alla costruzione dei diversi quadri.

La Ballata di Brecht resta così una produzione dedicata alla funzione critica del teatro: un incontro con Brecht che non cerca risposte definitive, ma difende il dubbio, la domanda scomoda e la possibilità di guardare il proprio tempo da una prospettiva meno accomodante.